E alla fine

Cos’è?…Beh, è un 110 e l’oden…

Ieri mattina è finita, stavolta sul serio e definitivamente, la mia carriera da studente universitario. Fortuna che ora ho degli obiettivi a breve termine, che stemperano la sindrome da “e mò che cazzo faccio”.

Tecniche di sopravvivenza ai concerti

Avanzare di posizione durante i concerti e arrivare in prima fila (o a ridosso di essa) è una tattica che richiede tempismo, elasticità, costanza e decisione. Vediamo nel dettaglio come funziona (ultimo collaudo della prova: sabato 9 al Neapolis Festival).

  1. Puntare la vittima: bisogna vedere con attenzione chi, tra i vari spettatori, è più propenso a lasciare aperture nella propria difesa.
  2. Il movimento: mai muoversi sempre in linea retta, bisogna andare a zig zag e infilarsi negli interstizi tra uno spettatore e l’altro.
  3. Tempismo: una volta individuata la vittima, pronti a cogliere l’occasione. Al Neapolis c’era una tizia che forse aveva scoperto il mio tentativo e non cedeva la posizione, con la scusa di ballare mi spingeva più in là. Mai perdersi d’animo: approfittando del trambusto quando Skin si è lanciata tra il pubblico, ho colto l’occasione per infilarmi in prima fila, approfittando della distrazione dell’avversaria.
  4. Resistenza: una volta conquistata la posizione, non cedere: rimanere saldi sulle gambe per non farsi ributtare indietro e fare volume col proprio corpo. Adottare la famosa tecnica Saiyan detta dell’entrare di secco e mettersi di chiatto, cioè, diminuire il proprio volume durante l’avvicinamento e poi, conquistata la posizione, espanderlo. Come quando i Sayan azzerano la propria aura per non farsi individuare e poi la sprigionano al massimo durante il combattimento.