Finita!

 
Ieri, alle ore 15:38, sono uscito dalla mia facoltà dopo aver dato l’ultimo esame.
 
E’ stato tutto perfetto, molto veloce (l’appello era alle 15:30, io mi son presentato alle 15 e alle 15:10 già hanno iniziato e sono stato il primo) e una volta tanto ho avuto anche cu……curiosamente fortuna, perchè pur avendo studiato molto (negli ultimi giorni ero veramente a pezzi e ridotto ad una larva, ho scoperto di aver perso anche un paio di chili…io già normalmente sono una radiografia vivente, perciò figuratevi) il tempo a disposizione per prepararsi è stato molto poco, e quindi c’erano cose che sapevo molto bene ed altre che sapevo poco e male.
Ma per fortuna quasi tutte le domande vertevano sulle cose che sapevo meglio. Tranne alla fine quando mi hanno chiesto della parte extra, il libro del professore sulla responsabilità extracontrattuale , che io avevo letto due-tre volte ma non avevo assimilato molto. Lì non mi son dimostrato preciso e preparato, e ciò giustifica il 27 finale, sennò avrei potuto ambire anche a qualcosa in più.
 
Ma chi se ne frega, è finita!
 
 
…E ora tocca scrivere la tesi…io per ora avevo scritto – prima di interrompere per lo studio, perchè io avevo preventivato di portarmi avanti con la tesi per adesso e poi cominciare a preparare l’esame per giugno; poi è arrivata questa sessione straordinaria e ho interrotto subito – solo una prima pagina, tra l’altro anche palesemente scopiazzata. Invece il trucco della tesi è copiare ma non far capire di aver copiato XD
 
 

Se Holly & Benji fosse reale

 
Se Holly e Benji fosse reale probabilmente vedremmo una cosa simile a questa:

 

Comunque se vi trovate in Giappone occhio a non mettere alla prova le abilità dei maestri di arti marziali:

 

Ma anche una tranquilla (all’apparenza) cenetta con una graziosa fanciulla può rivelarsi pericolosa:

 

Venerdì 17

 
Promemoria: ricordarsi di starsene a casa e non fare più niente di venerdì 17.
 
Ieri sera sono andato in un locale a vedere una esibizione di Moltheni (link Myspace). Il locale si trova a Nola, per arrivarci basta fare un’unica strada diritta. Il problema è che lungo la strada la macchina del mio amico ha iniziato ad andare a singhiozzo: allora lui si ferma di lato, spegne, prova a riaccendere…nulla. Spia rossa batteria. Cristo.
Scendo e spingo, per fortuna riparte
Procede abbastanza spedita, poi di nuovo singhiozzo. Quando ci fermiamo ad un semaforo, stessa scena: morta. Scendo e spingo.
Terzo stop: un tizio che fa inversione in mezzo la strada ci costringe a rallentare, e la macchina si pianta nuovamente, e stavolta in un punto non bellissimo, proprio in mezzo all’incrocio di due strade che convergono a V rovesciata. Meno male che in quel momento non arrivava nessuno mentre son sceso a spingere.
 
Ovviamente trovare il locale (locale dal nome esotico, "Hana-Bi") non è stato facile, perchè non c’era l’ombra di uno squallido cartello, ne tantomeno una squallida insegna. L’unica indicazione era che si trovava vicino ad un concessionario d’auto: chiedo informazioni ad un vecchio, lui mi indica il concessionario e poi mi fa
Ma vuoi una camera? Vuoi dormire?
Io un pò perplesso dico no, ringrazio e saluto. Cavolo, penso, ora vengo adescato dai vecchi?
Quando poi abbiam trovato il concessionario e il locale ho realizzato il perchè della domanda dell’anziano signore: giusto di fianco c’è anche un bed & breakfast.
 
Il locale era un buco. Pareva un garage, anzi, probabilmente era un garage sottratto al concessionario di fianco (forse abusivamente, stanotte dopo l’esibizione avran smontato tutto!), visto che era molto lungo ma largo 3 metri, ideale per sistemarci delle auto.
 
I gruppi spalla che dovevano suonare per primi non ho capito perchè dopo aver montato tutto e fatto anche un paio di minuti di prove vengono mandati via. Benone, questo posto sembra proprio il magico mondo dell’assurdo.
 
Moltheni e la banda si son presentati alle 23.30. Noi stavamo lì dalle 10 meno venti. Cominciano a suonare senza dir niente a nessuno, e ovviamente quelli del locale che erano all’ingresso non si son premurati di avvisare quelli che eran fuori ad aspettare (aspettare dentro non aveva senso, visto che non c’era niente). Richiamati dalle note ci infiliamo per primi così possiamo vedere meglio, dato che – altra genialata dei gestori del locale –  lo spazio dove si suona non è rialzato. Cosicchè chi sta oltre la terza fila di persone non vede niente.
Io stavo in terza fila e a tratti riuscivo a vederli suonare, facendo zig zag tra gli incroci di teste. Il bello che eran tutti seduti, a parte il batterista (ovvio), il chitarrista, il tastierista e il sig. Moltheni eran tutti seduti. L’unico in piedi era in bassista.
 
Altra idea geniale (ancora) è che l’ingresso per i cessi si trova di fianco a dove si suona. Così ogni 5 minuti ti rompevano le scatole file di persone (Quasi tutte donne. Perchè sono sempre le donne che per andare al cesso si organizzano in comitiva, secondo me telefonano anche alle amiche che stanno a casa e le fanno correre per andare al bagno insieme) che dovevano passare. Qualcuno avrà fatto il furbo e con la scusa del bagno sarà passato avanti, perchè le persone che andavano erano di più di quelle che tornavano. Un paio saranno anche andati a trombare in bagno.
 
Al termine, andare via è stata un’impresa perchè il passaggio era bloccato da una Golf colore bordeaux, e ovviamente il proprietario non era uno di quelli che aveva intenzione di andare via subito nè era reperibile per fargli  spostare la macchina.
La situazione che si presentava era questa:
 

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Noi ovviamente eravamo la macchina blu, e alle nostre spalle c’era la golf bordeaux. Quello grande arancione era un furgone, quella nera in mezzo era la macchina di uno di quelli che lavorava nel locale: abbiamo fatto uscire lui, con mille manovre per evitare una alfa 157 giusto dietro (il rettangolo grigio) e poi siamo usciti noi, sempre con mille manovre.
 
Le sorprese per la serata non erano finite, perchè abbiam sbagliato strada e siam finiti in autostrada. E fortunatamente la macchina non ha dato problemi e non si è fermata, non mi ci vedevo proprio a scendere in mezzo l’autostrada per spingere.
 
L’esibizione alla fine è stata molto bella, ne è valsa la pena. 
Qualche canzone :
 
 

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Tirando le somme

 
Siamo già arrivati a giovedì. Ed io dal fine settimana scorsa non ho fatto alcun progresso, sono ancora fermo ai 4 capitoli del libro, di cui i primi 3 studiati al 75%, il quarto al 15%. Mi resta un altro capitolo di 120 pagine, il libricino del prof (eddai su un pò di soldini extra al prof col libro ce li vogliamo far fare?) di altre 130 pagine, e 50 pagine di sentenze (ma io ne leggerò i riassunti, solo 6 pagine). L’esame è il 22. Gran cosa le sessioni straordinarie, se però le fissassero con anticipo.
 
Martedì ho donato il sangue.
In realtà non ero lì per quello, accompagnavo solo un amico. Io di donare non ne avevo l’intenzione, per vari motivi.
Solo che una delle volontarie alla fine mi ha convinto, e senza buttarla su discorsi per impietosirmi, del tipo "è una cosa giusta, è una opera buona, aiuti gli altri, eccetera". Ha fatto bene e forse avrà capito che tipo ero, quando si girano a pietà con me non so perchè ma mi incattivisco.
Siamo stati a parlare per 10 minuti di tutto fuorchè del sangue, dagli studi che facevamo, a cosa vorremmo fare dopo, fino ad Obama e la nostra classe politica.
Sogna di andare a Stoccolma.
Mentre parlava ogni tanto mi toccava il gomito o il braccio, e mi stava così addosso che sentivo il suo respiro.
Alla fine non so come mi fa "allora firmi?" e io ho firmato il modulo.

Era carina. Capelli castano chiaro con qualche riflesso rossastro. Occhi grigio-celesti. Pelle chiara. Magra. Seno molto piccolo ma amichevole e non pretenzioso (questa è una battuta che dice Stephane a Stephanie in L’arte del sogno di Michel Gondry. Mi fece sorridere e anche commuovere un pò, non so perchè. Sogno di dirla a qualcuna, ma credo che mi beccherei solo un ceffone). Parlantina sciolta, a tratti logorroica. Anche un pò schizoide, secondo me.
Insomma il mio tipo.

Beh, dopo aver dato il sangue m’aspettavo che fosse ancora lì a guardare orgogliosa il suo eroe (che sarei io), invece era andata via perchè aveva finito il turno.

Sono stato sedotto e poi abbandonato, il tutto per avere il mio corpo, anzi, solo il liquido che ne scorre dentro.* =(

Comunque il succo di frutta e la merendina che m’hanno offerto dopo il prelievo erano buoni. Mi sono consolato col cibo.

Si chiamava Gisele (si legge gisél, e mi raccomando la "g" che non è "g" come in italiano ma è "g" alla francese. Chiaro, no?) =(

 
 
Quella sera stessa sono andato a giocare a calcetto, in maniera forse un pò irresponsabile dato che avevo la caviglia non ancora in perfette condizioni. Ho scoperto – non senza qualche ooh di stupore da parte mia – che stare ore e ore con la testa sul libro non incide in maniera positiva sulla tua forma fisica. Dopo la prima mezz’ora ho preferito giocare il resto del tempo in porta prima di crepare in campo (che non è bello, anche perchè poi gli altri debbono pagare pura la tua quota del campo. Perciò ricordate, se dovete tirare le cuoia in campo, cacciate i soldi prima).
 
In realtà io avevo cominciato a fare un pò di movimento andando a correre, ma dopo la terza volta (o forse già la seconda, perchè già avvertivo fastidio) mi son beccato la distorsione alla caviglia.
 
Invecchio.
 
Il mio umore comunque è stabile. Cielo sereno o poco nuvoloso.
Pioggia in arrivo per Pasqua, lunedì maltempo ovunque. Poi non dite che non v’ho avvisato.
 

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*Su un forum in cui avevo raccontato questo episodio mi hanno fatto notare un osceno doppio senso (assolutamente involontario), ma ho pensato di mantenere ugualmente la frase.