Ritratto dell’eroe da giovane

Lo ammetto, il titolo non è farina del mio sacco. E’ il titolo di una storia di PK, del lontano 1997:

 

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Mi aveva sempre ispirato (il titolo, non la storia), prima o poi ci avrei voluto scrivere qualcosa su. E allora eccomi qua, forse non sarà quello che mi aspettavo di scrivere, ma comunque.

L’eroe da giovane ovviamente sarei io. Fa un pò strano detta così perchè poi sembra che io ora sia vecchio, mentre invece mi trovo solo alla soglia – sullo zerbino e mi ci pulisco i piedi – dei 24 anni. Mi manca quindi poco più di un anno prima di invecchiare: saprete infatti che da un punto di vista biologico quel lento processo degenerativo che viene comunemente detto invecchiamento comincia già dopo i 25 anni (quindi dovrei posticipare questo intervento di un anno forse per dargli più senso?).

Mah. Dicevo, comunque, il ritratto del passato.

Io sono uno che pensa molto al passato, che ama rivedere immagini di quel che è stato e successo nella sua vita. Ma non solo eventi recenti, ma anche cose che risalgono ad anni più addietro, all’epoca delle elementari tanto per dire. Il percorso poi tende sempre a finire nello stesso punto: una volta che sul megaschermo è finito il video dell’eroe in azione nel passato, l’eroe del futuro distoglie lo sguardo e pensa <<Ma come sarebbe stato se…?>>, e spegne il video.

Ad esempio mi chiedo come sarebbe stato se quella volta ci avessi provato con quella ragazzina alle medie, tanto per dire; questa penso sia una cosa comune a molti, hanno tutti una ragazzina delle medie nell’armadio dei ricordi.

Poi c’è qualche prete che ha un ragazzino delle medie rinchiuso in un vero armadio, ma sono altre storie, brutte. (Lo so questa era pesante, ma non potevo farmela scappare).

Ci sono delle volte invece che il ritratto ha degli strappi, dei salti, e allora la domanda è <<Ma cosa è successo?>>. Ad esempio mi chiedo cosa sia successo ad un certo punto della storia al collegamento tra il mio cervello e la lingua, si deve esser danneggiato con l’adolescenza, forse sono controindicazioni della pubertà, gli ormoni, non so. Fatto sta che fino alle medie io ero abbastanza loquace. Da bambino soprattutto, io parlavo in continuazione, ricordo le maestre non sapevano più che fare, inizialmente mi facevano sedere vicino alle femmine pensando che così sarei stato buono, invece no io facevo casino anche vicino alle femmine. Così spesso mi facevano sedere da solo. Voi penserete che sia normale che un bambino chiacchieri molto, no invece, perchè io eccedevo ed ero oltre la media; e poi se è per questo ci sono pure bambini più silenziosi, e sono normali, quindi la ciarla facile non è un fatto scontato per un bambino. Forse avrò via via esaurito la mia scorta di parole, fatto sta che dall’adolescenza ad oggi ho preso a parlare sempre di meno, e negli ultimi anni mi sento sempre più spesso dire che non parlo.

Fortuna che almeno agli esami parlo, sennò penso che la cosa assumerebbe connotati un pò drammatici. A tal proposito, riguardo l’università, l’altra domanda che sorge guardando il ritratto è  <<Come sarebbe andata se a 18 anni fossi stato più cauto e accorto nel decidere cosa fare della tua vita?>>. No, penso che all’epoca il nostro non fosse tanto eroico, ma più “cazzone”, per usare un termine scientifico.

Nella mia storia ci son sempre stati ragni, dopo i gatti sono gli animali che mi piacciono di più, perciò penso di poter concludere mettendo un paio di foto (anche perchè di creare un intervento a parte solo per mettere sto paio di foto di sta roba non mi pare il caso, quindi meglio cercare un improbabile collegamento per trovare la scusa per infilarcele qui dentro), che giusto l’altroieri ho fatto alla scultura esposta al Museo di Capodimonte (ho beccato un raro momento in cui non c’era qualche sfaccendato turista sotto), scultura che raffigura un ragno per l’appunto:

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E questo è quanto.

Mi aspettavo di meglio quando pensavo a quel titolo della storia di Pk dalla quale avrei voluto tirarci fuori qualcosa.

 

 

 

 

 

 

 

Asocial Network

 

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E’ ora di dare una svolta al  web 2.0, e di procedere in senso contrario alla tendenza generale.

Tutti-collegati-tutti-che-aprono-blog-si-scambiano-contatti-io-scrivo-sulla-tua-bacheca-tu-scrivi-sulla-mia-ehi-grazie-per-avermi-addato-ho-aggiunto-un-nuovo-video-eccetera.

E’ l’epoca dei cosiddetti "social network".

Ma è ora di cambiare, è ora di creare

L’ASOCIAL NETWORK

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Lo scopo dell’Asocial Network sarà quello di rendersi irreperibile agli altri, non aggiungere nessuno, non scrivere a nessuno, non scambiare contatti con nessuno.

L’Asocial Network intende creare la più grossa community virtuale di gente che non vuole avere nulla a che fare gli uni con gli altri, e a cui non gliene sbatte una cippa di niente (in realtà questo è quel che succede anche con i social network, solo che non si dice).

 

Cosa aspetti, non vorrai mica sembrare preistorico e perderti l’ultima novità del web? Entra anche tu a far parte dell’asocial network, e scopri quanta gente non vorrai conoscere!

Ultime dal Sol Levante

 
Altro che il gatto Virgola, in Giappone sono molto più avanti in fatto di suonerie Cellulare
 

 

Penso che funzioni anche come antifurto.

Se poi avete bisogno di aiuto per stendere i panni, potete rivolgervi a questa signora 

 

 

Se vi recate in Giappone ricordatevi comunque di trattar bene gli apparecchi elettrici…

 

 

 

…e di non prestar troppa attenzione al fatto che le donne abbiano una voce strana

  

 

Comunque il tipo dello spot è proprio grullo, anche con quella voce io non mi sarei fatto problemi A bocca aperta

 

Il Grillo non salta, il referendum si

 
E’ notizia di ieri che la Corte di Cassazione ha dichiarato non sufficienti le firme raccolte da Beppe Grillo per i suoi referendum, quello sull’abolizione dell’ordine dei giornalisti, dei finanziamenti all’editoria e della legge Gasparri.
 
Questo è quanto riporta Repubblica:
 
Sono meno di 500mila le firme depositate da Beppe Grillo in Cassazione per i tre referendum in materia di informazione. Troppo poche per farlo svolgere. Per discutere sulla questione si è riunito oggi a palazzaccio l’ufficio nazionale centrale per i referendum, che ha deciso di convocare il comitato promotore per il 25 novembre. In quell’occasione Grillo potrà "dire la sua. La convocazione è stata disposta dal presidente della commissione per il referendum, il magistrato Corrado Carnevale.

Utilizzando il diritto di replica previsto in questi casi per i promotori dei referendum, il comico potrà contestare le conclusioni alle quali è giunta la cassazione e tentare di "salvare" almeno uno dei referendum.

I tre quesiti riguardavano l’abolizione dell’ordine dei giornalisti, i finanziamenti pubblici all’editoria e la legge Gasparri sulle frequenze tv. Le firme erano state raccolte a partire dal 25 aprile scorso, in occasione del secondo vaffaday promosso da Grillo, e depositate in Cassazione in luglio.

Grillo organizzò la manifestazione in concomitanza con l’anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Una data simbolica che fece seguito al primo "vaffaday" organizzato l’8 settembre. Al centro della giornata Grillo mise sarà il sistema dell’informazione, con la proposta di abrogare l’ordine dei giornalisti, la legge Gasparri sul sistema televisivo e la legge sull’editoria che garantisce ricchi finanziamenti e agevolazioni fiscali a tutti i principali giornali italiani. La scelta cadde sullo strumento referendario. Ma la campagna del comico genovese non ha colto l’obiettivo.

 
 
E fin qui nulla da dire. A quanto pare non si è riusciti a raccogliere il mezzo milione di firme necessarie (stando a quel che dice l’articolo).
 
Però il Corriere della Sera riporta un dettaglio aggiuntivo, che il laconico articolo de La Repubblica non cita:
 
i giudici dell’Ufficio centrale della Cassazione per i referendum, dopo aver esaminato tutte le firme raccolte anche in relazione ad ogni quesito tra quelli proposti, hanno giudicato formalmente non corrette le procedure seguite per la raccolta di diverse centinaia di migliaia di firme. Di conseguenza nessuno dei tre quesiti referendari proposti avrebbe raggiunto le 500mila firme necessarie.
 
 
"Formalmente non corrette le procedure".
Quindi ci sono le firme che non sono state giudicate valide, in base a questo vizio di procedura.
 
Fermo restando che il numero preciso delle firme non mi risulta sia stato ufficialmente comunicato, il 25 aprile credo fossero 450.000 (non so se in totale o per ogni quesito referendario, quindi sarebbero state più di un milione) sarebbe interessante sapere le motivazioni con cui la Corte presieduta da Corrado Carnevale (il famoso ammazza sentenze, evito di parlare di lui perchè sarebbe tentare di avvelenare il pozzo, metodo tanto caro a scribacchini come Facci) ha giudicato formalmente non corrette le procedure per la raccolta.
 
Probabilmente (dico probabilmente perchè non si trovano notizie al riguardo, azzardo una ipotsi che era già stata ventilata alla vigilia del vd2) entra in gioco la legge 352/1970 in materia di referendum, che all’articolo 31 recita
 
Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime.
 
E quindi sembrerebbe che tutto il v-day 2 e la raccolta firme fossero inutili. O Grillo è ignorante che fa le cose senza conoscere la legge o quantomeno informarsi, oppure ne era a conoscenza e l’ha fatta sporca, per alzare un pò di polvere, tenere alta la temperatura della massa.
 
La legge afferma quindi che non può essere "depositata la richiesta nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali". Dal 6 febbraio 2008 (data in cui, con D.P.R. Napolitano convoca sti benedetti comizi elettorali per il 13 e 14 aprile) al 6 agosto 2008, insomma, non si potevano depositare le firme.
 
Sembra chiaro, ma le leggi italiane non sono mai chiare.
Il precedente art. 28 sempre della sopracitata legge afferma che:
 
Salvo il disposto dell’articolo 31, il deposito presso la cancelleria della Corte di cassazione di tutti i fogli contenenti le firme e dei certificati elettorali dei sottoscrittori deve essere effettuato entro tre mesi dalla data del timbro apposto sui fogli medesimi a norma dell’articolo 7, ultimo comma. Tale deposito deve essere effettuato da almeno tre dei promotori, i quali dichiarano al cancelliere il numero delle firme che appoggiano la richiesta.
 
 
Quindi, una volta timbrato il foglio, bisogna depositare i fogli con le firme entro tre mesi. Ma depositandoli entro tre mesi si sarebbe ricaduti nella finestra in cui non si poteva farlo, un bel corto circuito.
 
La scappatoia forse sarebbe stata l’interpretazione di quella premessa "salvo il disposto dell’articolo 31", che magari si potrebbe interpretare nel senso che nei casi previsti da tale articolo 31 la procedura indicata dall’articolo 28 non si applicherebbe, quindi aspettando il 7 agosto (periodo in cui non si era più nella finestra del divieto)  si sarebbero potute depositare le firme (mia ipotesi).
 
Ma Grillo ha depositato a luglio le firme, quindi il discorso non si pone.
 
Il comico sul suo blog commenta:
 
Finalmente si ritorna a parlare di Beppe Grillo sui media. Ne sentivo la mancanza. Ora che la Cassazione ha valutato insufficienti o non valide le firme per i referendum sull’abolizione dell’ordine dei giornalisti e del finanziamento ai giornali (un miliardo di euro all’anno) e per la fine del duopolio radiotelevisivo Mediaset-RAI si possono stappare bottiglie di champagne nelle redazioni e nelle segreterie dei partiti politici. Approfittatene, perchè la festa durerà ancora per poco. La pubblicità sta migrando in Rete insieme all’informazione e voi non ci sarete.
Mi rimetto alla decisione della Cassazione, non voglio neppure discuterla, ne prendo atto. Ma c’è una cosa che forse ancora non sapete. Le firme per Parlamento Pulito sono valide. Qualche giornalista vi ha informato della bella notizia?
Le vostre firme sono arrivate in
Senato, la discussione della legge è stata "assegnata alla 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali) in sede referente il 22 maggio 2008. Annuncio nella seduta ant. n. 7 del 27 maggio 2008." Aspetto di essere convocato. Nella Commissione è presente anche Francesco Cossiga! Belin, che culo!
 
 
La risposta è "ne prendo atto". E poi passa a parlare di un’altra battaglia contro i mulini a vento.
Attendiamo cosa dirà il 25 novembre, quando verrà convocato per esporre le sue ragioni.
 
 
Io personalmente approvo il dibattito e la critica politica e anche la contestazione senza riguardo per gli schieramenti politici, perchè, è inutile star qui a parlarne, abbiamo una classe politica pessima, leggi da cambiare, situazioni inconcepibili.
 
Ma bisogna esser precisi nei tempi e nelle modalità e non fare i qualunquisti pasticcioni, altrimenti chi sta dalla parte opposta alla tua trova materiale per delegittimarti e delegittimare le tue battaglie (se poi gli offri materiale così ingenuamente su un piatto d’argento, e che te lo dico a fare).
  
 

Collegamento

 
Riprendiamo le trasmissioni
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Avevo oscurato il blog temporaneamente (voi miei cari 0.0025 lettori ve ne eravate accorti?),  per mettere a punto qualche restauro estetico (tipo rimettere immagini che avevo hostato sul blog e che poi son sparite ‘-.- ) ma poi mi son reso conto che non ne avevo nessuna voglia e pertanto rieccoci qua come sempre.
 
Son successe un pò di cose, la protesta scolastica che va avanti, Hamilton che vince il mondiale (tante grazie Timo Glock), Obama "l’abbronzato" (l’ho messo tra virgolette perchè era per ironizzare sulle affermazioni del nostro permier, capito? Se non avete capito siete imbecilli e vi metterò nella lista degli imbecilli, toh, cattivi.) che vince le elezioni presidenziali negli USA, eccetera.
 
Volevo spendere due cents giustappunto sulla questione dell’abbronzatura: secondo me si fa troppo un gran parlare di queste gaffe, queste geniali uscite internazionali (ma anche quelle nazionali). Sono 15 anni che sento parlare il signor B, e conosco il suo modo di fare e sono abituato a sentir le sciocchezze che dice.
 
Quello a cui non mi abituo e mi rassegno è il ritorno mediatico che gli offrono queste situazioni: perchè bene o male (soprattutto male), l’attenzione resta fissa su di lui. Per un egocentrico narcisista come è il signor B questo è pure piacere.
Pazienza se catalizza l’attenzione con delle uscite sicuramente poco felici: il giorno dopo potrà sempre
 
– smentire,
– dire di essere stato frainteso;
–  accusare gli altri di non averlo capito;
– accusare i comunisti, e la stampa comunista.
 
E la gente gli crederà e gli darà ragione.
 
Quindi nel frattempo, mentre mezza Italia applaude il sovrano che ha fatto la battuta e si preoccupa di difenderlo dai suoi detrattori, e l’altra mezza Italia lo contesta, può accadere che scivolino via tra l’indifferenza generale questioni più importanti: non so, tanto per dire, alla Camera mentre si discute una legge viene infilato qualche emendamento importante tra le righe del testo della legge.
E nessuno se ne accorge, e i media ci prestano poca attenzione perchè il caso del giorno è l’ennesima gaffe del premier.
 
Che il resto del mondo parli delle sue uscite è normale, dato che stiam parlando di affermazioni dette in un ambito internazionale; tanto più che il resto del mondo generalmente non è molto interessato alle nostre politiche interne (almeno non nel dettaglio), quindi dovremmo abituarci noi ad essere più indifferenti su queste cose e contestare più nello specifico .
 
 
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Va bene, finita la pagina seria (più o meno), parlo un pò di me stesso.
 
Sto guidando
 

 

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(no, non sto guidando questa macchina, mi piaceva l’immagine da associare all’idea di automobile)

Può sembrare un evento non straordinario, ma considerando che stavo facendo ammuffire la patente da 4 anni, acquista una certa rilevanza, considerando che debbo riacquistare una certa pratica.

Ho scoperto anche che guidare mi piace, fosse per me, me ne starei sempre al volante e al diavolo le mie fissazioni ambientaliste del passato!

No, scherzo.

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Ricordatevi che utilizzando i mezzi pubblici fate un favore all’ambiente e a voi stessi.

 

Però anche ogni tanto prendere l’auto può essere un favore a voi stessi, mettiamola così.