Suburbano – Zoe

 
Quanto tempo sarà passato?
 
Si, quanto tempo sarà passato, Zoe?
 
 
Forse un’era geologica, forse pochi giorni, poco importa, la dis-abitudine oramai copre con una coltre spessa le azioni passate, e Zoe era persa in un vortice d’ansia, che saliva tra le arterie del collo e le pulsava in testa.
 
 
Oh no, Zoe. Come è triste il tuo patetico mondo, tra quattro mura squallide in cui hai rinchiuso te stessa, i tuoi sogni, la tua vita. Ora il contatto col mondo esterno ti si è fatto problematico, non è forse così, non pensi al terrore di trovarti sola tra sguardi estranei che ti giudicano, ti strappano la pelle di dosso mettendo a nudo in tuoi pensieri? Ora devi uscire, farti vedere, è la tua prova, oggi.
 
 
 
Eppure quello doveva essere un noioso, stanco e fannulloneggiante giorno come altri. Poca voglia di chinarsi sui libri, poca voglia di metter in ordine casa, poca voglia di metter il naso fuori, poca voglia di tutto. In fondo se il soprannome che Zoe aveva ricevuto dalla sua coinqulina era "Miss non-ho-voglia", c’era un motivo.
 
Ma in fondo perchè impegnarsi, perchè affannarsi a rincorrere il mondo, quando il mondo non aveva voglia di esser raggiunto? Zoe questo lo aveva realizzato da anni, e rideva nel vedere le altre persone non stare mai un attimo ferme, come instancabili criceti su una ruota, indefessi corridori che si dannavano l’anima per mantenere in moto quella ruota. Era più semplice fermarsi e scender giù, come aveva fatto Zoe, ma no, non volevano, o forse non realizzavano che c’era un modo per scendere.
 
 
 
 
 
<< Zoe, sono a casa>> disse Mel, la coinquilina, rincasando
 
(Eccola, ora si lamenterà come al solito) pensò Zoe
 
 
<< Ho fatto un pò di shopping…ma…>>
 
(Ora lo dirà)
 
 
<< Non è possibile!…Eppure ti avevo detto o no di lavare i piatti? >>
 
(Lo dice…)
 
 
<< Allora, mi rispondi o continui a guardarmi senza dir niente, Miss non-ho-voglia? >>
 
 
(Lo ha detto)
 
 
<< Avevo da fare >> Le rispose seccata Zoe
 
<< C-come sarebbe avevi da fare? Tu non fai mai nulla! Passi così tanto tempo sul divano che un giorno o l’altro ti troverò fusa con lui! >>
 
 
 
 
 
Zoe non fece una piega, prese la giacca e uscì. Meglio affrontare l’ansia per strada che sopportare quello sproloquio.
 
 
 
<< Assurdo! E ora dove se ne va?…Quella ragazza è matta >>
 
 
 
Si, forse era matta. Forse non lo era. Chi può dirlo, visto da vicino nessuno sembra normale, e ognuno può aver le sue buone ragioni, basta scendere dalla ruota e fermarsi ad ascoltarle.
 
 

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