Avevo scritto un articolo in cui accusavo WE di prendere in giro gli utenti, o meglio, di aver fatto un ragionamento molto semplice per tirare acqua al proprio mulino; parte con un’offerta alta (articoli pagati 8 euro) per attirare gli allocchi e poi comincia a scendere (si passa a 6 euro), scendere (si toglie il 6 e rimangono solo quelli da 4), scendere: si toglie anche l’articolo da 4 e rimane quello da 2. O no? Nell’articolo accusavo questi buffoni di togliere anche il pagamento da 2 e sono stato ripreso da un amministratore perché scrivevo cose fuorvianti. Il fisso da 2 resta, affermava. Allora io ho scritto una rettifica, quindi, mi sembrava giusto.
Adesso, invece, vorrei far presente una cosa:
“Avevo anticipato che era ancora tutto da decidere“? Perché, allora, vieni qui a farti pubblicità affermando che il 2 resta, invece? A me sembra palesemente poco serio. E io che mi preoccupo pure di rettificare, dando retta a questi qui che vanno in giro in rete a farsi autopromozione (se cercate su internet troverete le stesse chiacchiere fumose, siamo i migliori bla bla, stiamo spaccando il mondo, stiamo facendo la rivoluzione ecc).
Per me finirà così, anche se i 2 euro sopravviveranno a settembre, verranno tolti successivamente. È una strategia calcolata, se togli tutto in una volta la gente si innervosisce troppo, mentre, invece se calcoli un investimento iniziale e poi lo riduci poco per volta quando la piattaforma è avviata, la gente si abitua e ti starà a sentire, specialmente se la riempi di belle parole sul fatto che ti fanno crescere e bla bla. Vorrei solo far presente che le chiacchiere che dicono quelli di WE sono le stesse identiche ciance che propongono:
- Quelli che offrono stage con buoni pasto/rimborso spese/200 euro di mancetta: ti fanno crescere, ti fanno fare esperienza, ti offrono formazione, ti fanno quasi un favore prendendoti;
- Le agenzie che ti pagano a provvigione: ti offrono la possibilità di crescere in un team, di darti una formazione, ecc ecc;
- Gli editori: qualche giorno fa mi contatta un editore interessato a pubblicare la mia tesi. Dopo tante chiacchiere, mi dice che, ovviamente, dovrò contribuire alle spese iniziali. Però sentite cosa mi offre: “l’obiettivo non è solo di vendita ma anche di visibilità, ma anche di crescita del cv e professionale“. La crescita, anche loro! E la visibilità, pure. Sono gli stessi discorsi che fanno quelli di WE.
Questa è presa dalla stessa discussione dello screen precedente; con una mano tolgono, con l’altra elargiscono tante belle cose (che sono solo parole e quindi gratis) Come siamo fortunati, vogliono tutti farci crescere! Questi qua sono tutti venditori di fumo, non vi fate fregare. Tutto ciò che propongono sono cose astratte (e, quindi, gratuite) che servono per distogliervi dal fatto che guadagni non ce ne sono o ce ne sono pochi. Il problema, tornando ai paid 2 write, secondo me, è che la produzione di articoli (non da testata giornalistica) sul web è un sistema che rende poco, tranne pochissimi casi; se vogliono massimizzare i profitti è chiaro che non possano pagare tanto, non sono mica dei benefattori. Costoro giocano sul fatto che la gente considera scrivere su internet un hobby e si accontenta della mancetta, perché secondo loro è tanto di guadagnato (la maggior parte di quelli che scrivono sono studenti, disoccupati, persone che guadagnano poco col loro lavoro. Anche 50 euro in un mese vanno bene), secondo loro sarà anche un onore il fatto che ricevano dei soldi! Probabilmente credono di diventare tutti Indro Montanelli scrivendo recensioni sulle pentole e gli va bene così.
Tra l’altro, fino a qualche tempo fa quelli di WE blateravano di essere migliori degli altri paid to write; ora, invece, si stanno adeguando, diventando come tutti gli altri (in termini di remunerazione) e alle critiche rispondono con: gli altri fanno così, perché Wikio dovrebbe dare di più? Che buffoncelli!
Io spero sia chiaro che non è questione di pretendere qualcosa dagli altri (dagli stage, dalle compagnie di assicurazioni, da quelli come wikio); ogni imprenditore bada ai propri interessi e insegue il profitto. La singola persona che ha a che fare con queste persone, valuti se il proprio personale rapporto costi (non solo monetari, ma anche in termini di fatica, stress, ecc)/benefici sia soddisfacente e non dia retta alle chiacchiere, sono tutte belle parole ma ricordate che non sono benefattori o mecenati, per loro siete solo questo

E non gliene fregherà proprio niente della vostra crescita; non è vero che a loro interessa che voi cresciate perché così crescono pure loro, nel momento in cui il vostro sviluppo potrebbe arrestarsi per loro non farà differenza, avranno un’altra infornata di persone pronte a lavorare al posto vostro. A breve racconterò una mia passata esperienza con un giornale, che chiarisce meglio il mondo dei venditori di fumo.
PS Se dovesse farsi vivo qualche amministratore per fare il suo copia/incolla pubblicitario, si risparmiasse la fatica: questo non è un blog per farsi promozione, evitate questi mezzi subdoli per fare propaganda, avete già intasato fin troppo la rete e non diventerò vostro complice.


(si ringrazia la Gazzetta di Parma per la foto)
Dovrebbe??



Tutto questo sta già iniziando a sparire: gli articoli da 6 due settimane fa sono spariti. La promessa degli amministratori era che se ne sarebbe riparlato a fine luglio: una tattica per guadagnare tempo, evidentemente, visto che ormai la gente già dà per scontato che non ci siano più. E dire che gli articoli da 6, tra l’altro, erano già stati introdotti in sostituzione di quelli da 8.


