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Archivi delle etichette: Poesia

Les Chats

 

Les amoureux fervents et les savants austères
Aiment également, dans leur mûre saison,
Les chats puissants et doux, orgueil de la maison,
Qui comme eux sont frileux et comme eux sédentaires.

Amis de la science et de la volupté
Ils cherchent le silence et l’horreur des ténèbres;
L’Erèbe les eût pris pour ses coursiers funèbres,
S’ils pouvaient au servage incliner leur fierté.

Ils prennent en songeant les nobles attitudes
Des grands sphinx allongés au fond des solitudes,
Qui semblent s’endormir dans un rêve sans fin;

Leurs reins féconds sont pleins d’étincelles magiques,
Et des parcelles d’or, ainsi qu’un sable fin,
Etoilent vaguement leurs prunelles mystiques.

Charles Baudelaire

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I Gatti

 Gli innamorati ardenti e i sapienti austeri,
 tutti, nella loro età matura, amano
 i gatti forti e dolci, orgoglio della casa,
 freddolosi come i primi e sedentari come gli altri.
 
 Amici della scienza e della voluttà,
 cercano il silenzio e l’orrore delle tenebre;
 l’Erebo li avrebbe presi come corrieri funebri
 se potessero piegare l’orgoglio alla schiavitù.
 
 Pensando, assumono nobili pose
 da grandi sfingi accosciate in fondo a solitudini
 e sembrano addormentati in un sogno senza fine;
 
 quei fecondi reni sono pieni di magiche scintille,
 e atomi d’oro, come sabbia fine,
 costellano vaghi quelle mistiche pupille.
 
 
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Pubblicato da su 11 giugno 2009 in Senza categoria

 

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Cremazione di un pensiero

 
 
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Tra taglienti salici su umide sponde chinati
Dissepolta Vanità d’orgoglio vestita
giace tra color che son dimenticati
fiero scempio del cadavere di un’amica
Negletta Onestà da essa tradita
 
Troppo a lungo posasti gli occhi
troppo a lungo agguantasti profumi
il Mondo è un labirinto di specchi
dove di luci non ve ne son barlumi
 
Nè più nè meno in questo cimitero
trova riposo l’errar vano dell’ignavo
come un cavaliere senza destriero
con l’occhio pesto e il cuore in mano
 
Ovunque scavati nel corpo i tempi andati
Dissepolta Vanità scorre sulle dita
onanismi dei sensi a lungo odiati
in questa lapide di una vita antica
che tra i vivi, si sa, non è gradita.
 
 
 
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Pubblicato da su 19 agosto 2008 in Senza categoria

 

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Verbena blu

 
Iridi argentei
illuminano fiale di malumore
disperse tra olezzi di vanità
esantemi, cicatrici a fior di pelle
curati dalla malizia che emana
 
Verbena blu
sul suolo di solanaceae
ammicca alla protervia
 
Eolo ne sfiora le intimità
si china al soffio sensuale
e poi voluttuosa Nube
ne irrora le grazie
 
Verbena blu
improvvido gelo condensato
affosserà il fascino diffuso da lei
 
Verbena blu
se sarà domani non se ne cura
gode oggi di orgasmico furore
 
 
 
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Pubblicato da su 30 aprile 2008 in Senza categoria

 

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Nulla è affascinante

 
Circostanza,
faccia contratta
indifferenza nel respiro sdegnato
vergognosa traccia di esistenza
marchio del passato – coltre del presente – vacuità nel futuro
 
Instabilità dell’essere (trovarsi ordunque ad esser coscienti?)
fantasticherie
sogni
viaggi
il seme della vergogna trova fertile terra
gli umori stolidi ne cullan la germinazione
 
Tempo immutabile,
tempo mutato.
 
Relatività – oh che iattura! -
ciò che vale
non vale
 
scaduta è l’armonia
 
affascina il nulla, nulla è affascinante.
 
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Pubblicato da su 1 aprile 2008 in Senza categoria

 

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Attesa

 
Caducità
 
oggi non siamo
quel che cerchiamo
 
 
vendiamo le nostre piaghe
estensioni di menti fragili
critici mercanti del nostro avvenire
 
 
nei non luoghi della nostra esistenza
dispersi e ritrovati
 
 
Domani fuggiremo
 
Oggi
 
Attesa
 
 
 
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Pubblicato da su 25 febbraio 2008 in Senza categoria

 

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Cielo ovattato porta foglie stanche

 
Cielo ovattato porta foglie stanche
 
si consuma nell’inesistenza
 
siano il nero e il bianco
 
incisioni su una parete
 
sfarfallìo a pezzi
 
emarginato
 
solo
 
 
 
Tutti via
 
inizia il gioco
 
grappoli di finzione
 
grondano insicurezza e disagio
 
ombre intolleranti esalano respiri
 
dolore dolore dolore – ardua la sfera del sentimento
 

cielo ovattato porta foglie stanche [forse non vedi altro intorno]
 
 

 

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Pubblicato da su 19 luglio 2007 in Senza categoria

 

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Come attori su di un palcoscenico

 
 
 
 
 
 
Equilibrio scenico
Sottile
Crolla
 
Di queste maschere
Di tanti che osservano
Non rimarrà molto
 
E’ un teatro difficile da gestire
Una cappa di oscurità ci avvolge
Si resta soli alla fine della farsa
 
 
 
 
 

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Pubblicato da su 5 giugno 2007 in Senza categoria

 

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Tempo passato, tempo presente, pioggia indecente

 

Toc Toc
 
quel giorno una distrazione bussò
a reclamar la sua parte nella storia recente
 
Ma
 
un sogno di carta è come pietra scavata da una goccia

 
infame artiglio che causa dolore
 
una incolore rivoluzione
 
 
La stanza del desiderio chiude le sue porte:
 
tu
 
osserva l’ossessivo ritorno delle disfunzioni mentali
 
 
molecole che vibrano al contatto con l’aria
un corpo da saccheggiare, frontiera delle passioni proibite
 
 
Sulla tempesta camminare è vano
finito il tempo resta il ricordo
e l’amaro sapore del tempo che ti sale in gola
 
Chiuse le sue vie
resta aperta la tua
ad attender la restituzione della tua anima
che estorta ti fu con uno sguardo
 
 
 
 
 
 
 

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Pubblicato da su 26 marzo 2007 in Senza categoria

 

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Il respiro dell’indifferenza

 

Uno stanco vento graffia la schiena

di chi evita presenze scomode

il tanfo delle occasioni perse

in un angolo prende forma

 

gli occhi secernono indifferenza

la tua mano trema

mentre la noia le riga il volto

 

è perso il respiro delle vane attese

il ricordo di un contatto di anime

 

quali sentieri percorrono i suoi pensieri

in che periferia della mente verrai collocato

 

o marcirai nel cimitero di chi poco conta.

 

Oblio.

 

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Pubblicato da su 19 marzo 2007 in Senza categoria

 

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Ecchimosi viola (la ferita dell’ignavo)

 

Il mio cuore è la mia tomba

riposa dove non si dorme mai

il sonno della ragione

 

uccide chi non vuol arrendersi

si vive solo se fa male

 

attraversa la pelle questa ecchimosi viola

che non va via

non va via

non va via

 

un muro d’indifferenza dentro noi

ricorda gli occhi strani

 

attraversa la pelle questa ecchimosi viola

che non va via

non va via

non va via

 

Non è desiderato il tuo esercito della morte

sulle sue terre

rassegnati

la tua ecchimosi viola

non andrà via

 

Dormo il sonno dell’ignavia

curo la mia ferita

ma non va via

non va via

non va via

 

 
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Pubblicato da su 12 marzo 2007 in Senza categoria

 

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