RSS

Archivi delle etichette: Elezioni

Buona fine e buon principio

Francamente, non riesco a capacitarmi della fine dell’era berlusconiana; eppure il trionfalismo di questi giorni sembra dare per scontato che Silvio Berlusconi abbia chiuso col governo di questo Paese.

Io sono tra gli scettici; anzi, m’immaginavo che nel suo videomessaggio sarebbe comparso così


Io dico che non finisce qua: ha i mezzi per potersi ripresentare alle elezioni, per l’ennesima volta, come il salvatore della Patria, l’unto del Signore che ci aprirà le porte del regno di Silvio. Gli italiani hanno la memoria corta, sono propensi ai “giri di valzer” e soffrono di nostalgia immaginaria (questo a causa della memoria corta): ai loro ricordi se ne sovrappongono altri totalmente fittizi ma che richiamano alla mente un’età dell’oro perduta, per la serie “quando c’era Silvio…”. Tra qualche mese son sicuro che cominceranno ad apparire i primi nostalgici, tenete d’occhio i luoghi affollati (bar, mezzi pubblici ecc…) è l’habitat dove vive e si riproduce il nostalgico immaginario.

 
Leave a comment

Pubblicato da su 14 novembre 2011 in Senza categoria

 

Etichette: , , ,

Quel candidato è un pagliaccio

Nel caso del quale vi parlo, non dovrebbe essere considerata un’offesa.

Nelle elezioni politiche in Brasile (nelle quali, contestualmente alla scelta del nuovo presidente, si rinnova anche il Parlamento) il candidato deputato più votato è stato uno che di mestiere fa il clown.

Eccolo qui di fianco in tutto il suo smagliante splendore, il suo nome d’arte è Titirica ma si chiama Francisco Everaldo Oliveira Silva. Ha anche esclamato

Votate il deputato vestito da pagliaccio: molto meglio di questi pagliacci vestiti da deputato

In effetti potrebbe anche non avere tutti i torti.

Inizialmente questa storia mi ha fatto venire in mente l’episodio dei Simpson in cui Krusty il clown si candida deputato al Congresso, per aiutare i Simpson.

Poi dopo, più seriamente, ho pensato che noi un clown l’abbiamo fatto Presidente del Consiglio. Sì, saranno anche facili battute, ma vedendo queste cose come si fa a non pensarlo.

Poi considerando pure tutto il trucco ed il parrucco che si mette in faccia.

Sì, ce lo vedo proprio.

 
Leave a comment

Pubblicato da su 5 ottobre 2010 in Senza categoria

 

Etichette: , , ,

Finiti i giochi

Come i bambini, si lascia poi tutto in disordine

 
Leave a comment

Pubblicato da su 28 aprile 2010 in Senza categoria

 

Etichette: ,

Unione (?) Europea

C’è un tarlo in Europa.
Un tarlo che sta minando le travi che sorreggono l’Unione.
E’ il tarlo dello scetticismo, quello che con sapienza sintattica i giornalisti definiscono “euroscetticismo”.
Si perchè quello che ci dicono queste elezioni europee, al di là dei rituali commenti sulle cifre e sui partiti (su cui tornerò dopo), è che c’è qualcosa che non funziona nel processo di integrazione europea.
Andiamo a guardare innanzitutto la partecipazione: si sa che le europee, rispetto alle regionali e alle nazionali raccolgono meno partecipazione, ma il dato di questa tornata è indicativo: il 7% di partecipanti in meno rispetto al 2004:

Image Hosted by ImageShack.us

Ma in questa prospettiva gli italiani si dimostrano abbastanza virtuosi, perchè non va meglio negli altri Paesi, anzi: in Francia si è recato alle urne il 40.5%, in Germania il 43.3%, in Spagna il 44%. Il record negativo spetta alla Slovacchia col 19%.

Complessivamente è andato a votare il 43% dei cittadini europei aventi diritto al voto.
Se uniamo il dato con la crescita dei partiti cosiddetti “euroscettici” (adeguiamoci al dizionario comune), che spingono per un freno alla integrazione europea, è palese che il processo – ancora in divenire – di costruzione dell’Unione subisca un severo giudizio negativo da parte dell’elettorato europeo.

Ad avallo di questa considerazione potremmo anche aggiungere la bocciatura in passato della Costituzione europea al referendum in Francia ed in Olanda, e il successivo “no” al Trattato di Lisbona (che dovrebbe sostituire il progetto di costituzione) in Irlanda. Se il referendum si fosse tenuto in tutti i Paesi probabilmente i risultati sarebbero stati ancora più negativi.

La crisi economica degli ultimi mesi ha influito su questi risultati, soprattutto nelle nazioni dell’est Europa dove sono avanzati partiti antieuropeisti e nazionalisti: nell’individuare le cause della crisi economica in questi Paesi si è puntato il dito contro l’integrazone europea: l’analisi in realtà sarebbe più complessa di queste affermazioni, perchè senza l’UE probabilmente molti Paesi dell’est Europa che ora ne fan parte si troverebbero in acque ancor peggiori; ma di fronte alle paure dei cittadini, le proposte di sicurezza di una certa destra estrema appaiono concrete e affidabili e certi assiomi demagogici risultano poi difficili da smontare.

A Bruxelles avranno da lavorare, e tanto, per arginare i movimenti xenofobi e per rendere convincente il Trattato. Ne va del destino stesso dell’Unione; questo a cui assistiamo è il prezzo che si paga per la lontananza delle istituzioni comunitarie dai cittadini. E anche per la mancanza di informazione: l’uomo della strada cosa sa del Trattato di Lisbona?

Tralasciando i problemi europei, veniamo a quelle che son state, per la maggioranza delle persone, queste elezioni: e cioè puramente un costoso sondaggio politico. Certo, sicuramente più affidabile di alcuni sondaggi che davano percentuali bulgare al Pdl, sulla cui bontà adesso è lecito nutrire dubbi (i dubbi erano leciti anche prima, ma almeno ora ci son le urne che parlano chiaro, che non posson esser smentite).

Il dato che vien fuori è una conferma della crescita di quei partiti che, anche se su punti diversi, battono molto su temi che gli elettori sentono di più,  stiamo parlando di Lega* e Idv.

Pdl e Lega. Se da una parte il Pdl si conferma nel Sud d’Italia, raccogliendo da quel serbatoio di voti che prima fu della Dc, il Nord vede emergere il potere della Lega. Il successo del proprio partito può dar adito ai leghisti, nei prossimi mesi, di rilanciare le pressioni sulle questioni settentrionali, col Pdl che dovrà barcamenarsi tra le concessioni all’alleato – sempre più scomodo - e la necessità di non scontentare l’elettorato meridionale. Il fatto stesso che sia Bossi a dover rassicurare Berlusconi, dicendogli che con queste elezioni non è cambiato nulla, dà l’idea di un mutamento nei rapporti di forza, che a questo punto stanno decisamente prendendo la strada del nord. Non è improbabile che Berlusconi cerchi di ricucire il rapporto con l’Udc per cercare di cautelarsi costruendo attorno a sé un’alleanza più vasta e solida. Il partito di Casini, intanto, anche se ottiene una lieve crescita rispetto alle elezioni politiche, non sfonda e non riesce a tentare di proporsi come terza forza alternativa nel Paese. L’ipotesi di un ripensamento ed un ritorno alla vecchia alleanza, non è vaga.

Pd. Il Pd dal canto suo tira un sospiro di sollievo, perchè il temuto crollo non si è verificato, il partito perde voti ma rimane ancorato alla speranza di sopravvivere. Considerando che all’epoca della fuoriscita di Veltroni il Pd era accreditato di poco più del 20% – sempre che il dato del sondaggio sia affidabile – è segno che Franceschini è riuscito in qualche modo a salvarsi e a fare i compiti per l’esame di ottobre (quando verrà comunque silurato da D’Alema). Di fronte all’immobilismo veltroniano, chiunque avrebbe fatto di meglio. Franceschini stia quantomeno attento a non tirare troppo la corda, perchè già ora parla in termini quasi vittoriosi annunciando la fine del mito dell’invincibilità di Berlusconi. Tutti quelli che han parlato così son stati poi smentiti duramente. Quindi non è il caso di tirarsi la sfiga addosso.

* E’ doverosa una citazione per coloro che nel Meridione hanno votato la Lega.

Per chi non se ne fosse accorto, la Lega si è presentata anche nella circoscrizione Sud ed in quella delle isole, proponendo candidature di politici locali. Ce n’erano anche un paio di Napoli città, uno di Torre del Greco ed uno di Marigliano. Complessivamente, tra Sud ed Isole, la Lega ha raccolto poco meno di 50mila voti. Una miseria, certo, ma considerando che parliamo della Lega il dato è indicativo.

Un pensiero per i napoletani, candidati ed elettori Lega, da parte di Calderoli:

«Napoli non è Italia»

«Napoli fogna»

«Adesso basta con Noemi. Primo è di Napoli [...]»

Piccola nota a margine: il Partito Pirata, di cui avevo accennato quale post fa, in Svezia ha raggiunto il 7% e otterrà un seggio al Parlamento. Potrà portare in seno all’Assemblea così le istanze di chi si batte per una ridefinizione del copyright e per una cultura digitale libera. Complimenti.

Image Hosted by ImageShack.us

 
Leave a comment

Pubblicato da su 8 giugno 2009 in Senza categoria

 

Etichette: , ,

Tempo di ludi cartacei

Si avvicinano le elezioni europee (lo sapevate? Le elezioni! Come direbbe Vulvia), e mi sono sottoposto al consueto test, stavolta abbastanza accurato debbo dire, che permette di verificare quanto le proprie posizioni politiche siano vicine ai partiti in competizione, e conoscere quale è il partito a cui siamo più vicini. Il test è   presente su questo sito, ci vogliono 5 minuti per farlo, non occorre registrarsi o fare altro:
Ecco i miei risultati:

Image Hosted by ImageShack.us

Image Hosted by ImageShack.us

La cosa interessante è che possibile confrontare i dati anche con i partiti degli altri Paesi dell’UE. In Spagna, a esempio, credevo di esser più vicino al PSOE (il partito di Zapatero, per intenderci), ma scopro che invece anche se di poco sono più vicino al Bloque Nacionalista Galego, un partito potremmo dire nazional comunista, e all’Izquierda Unida (Sinistra unita):

Image Hosted by ImageShack.us

Poi vabè, altri risultati, in Svezia 79% per il PiratPartiet, il Partito Pirata, che non è una di quelle formazioni politiche nate giusto per suscitare ilarità (tipo il partito “Impotenti esistenziali” presentatosi alle ultime elezioni) ma è un partito che si batte per la libera diffusione di cultura e informazione su internet e ridefinire le leggi sul copyright ed il diritto d’autore, ed ha buone possibilità di conquistare almeno un seggio al Parlamento europeo.

 
Leave a comment

Pubblicato da su 26 maggio 2009 in Senza categoria

 

Etichette: , , , ,

La fine del 900

Nicky Vendola ha detto: Il Novecento ci è crollato addosso

Prima di passare alla debacle storica della sinistra (in Parlamento non ci sarà una sinistra comunista – o presunta tale – per la prima volta dal dopoguerra ad oggi), innanzitutto i risultati e le cifre: il Pd alla Camera ha preso 12.092.998 voti, nel 2006 la coalizione de L’Ulivo (DS + Margherita) ne ottenne 11.928.362.

Al Senato il Pd ha ottenuto 11.042.325 di voti, nel 2006 i DS ne ottennero 5.977.313 e la Margherita 3.664.622.

Quindi il Pd ha ottenuto un salto di qualità, ci sarebbe da considerare l’apporto di Follini e degli ex Radicali, compensato, a mio parere, però dalla perdita di Dini e dei suoi liberali, dalla fuoriscita di un gruppo dai DS (la Sinistra Democratica) e dalla fuoriuscita di Angius.

Nel 2006 complessivamente la sinistra (PRC, PdCI e Verdi, non considerando quindi la Sinistra Democratica, cioè i fuoriusciti dei DS che non hanno aderito al Partito Democratico) aveva ottenuto, alla Camera 3.898.460 voti, al Senato 3.941.850.

Nel 2008 la Sinistra Arcobaleno ottiene 1.124.418 di voti alla Camera e 1.053.154 di voti al Senato.

Sono “spariti” 2 milioni e 800mila voti, circa.

Ha pesato una emorragia di voti verso le nuove formazioni di sinistra, e cioè il Partito Comunista dei Lavoratori e Sinistra Critica? Nient’affatto, il risultato di questi due soggetti politici è così insignificante che più che di emorragia si dovrebbe parlare di trascurabile taglietto su un dito, senza neanche perdita di sangue.

Ha prevalso la logica del voto utile a favore del PD? Vero in parte. In regioni tradizionalmente rosse la SA ha preso un terzo dei voti che avrebbe dovuto prendere. Una parte sicuramente si è spostata verso il PD.

Ma hanno inciso altri fattori. Ha inciso la scelta di confluire in un soggetto politico non ben definito che creava imbarazzo già nel nome. Ha inciso la scelta di candidare un personaggio oramai da pensionare come Bertinotti, inviso oramai a chiunque. Ha pesato la passata esperienza di governo con le sue scelte discutibili, il doppiogiochismo (prima in piazza si manifesta contro e poi in Parlamento si vota a favore?), l’asimmetria tra  quelle che dovevano essere le intenzioni di sinistra e quel che è invece è stato l’operato nel Governo, eccetera, tutte cose sotto gli occhi di tutti e sulle quali è inutile tornare: non basta una passata di spugna per ripulire il tutto. Al Nord sicuramente c’è gente di sinistra che si è diretta altrove e precisamente ha votato Lega, attratta dai proclami populistici. Non hanno tutti i torti gli elettori, la Lega è il partito che più si avvicina all’idea – per l’elettore – di soddisfacimento degli interessi comuni. Nell’era in cui oramai ci troviamo conta cosa un partito può dare, non conta più l’appartenenza ideologica, la fede politica, eccetera. Siamo nell’era del voto di scambio.

Questo discorso può valere anche per la Destra delle SS (Santanchè Storace), anch’essa senza rappresentanti in Parlamento; i valori, le idee, la filosofia di destra: aria fritta evidentemente per gli elettori.

Ha inciso la propaganda mediatica verso i due soggetti politici maggiori e verso lo scontro Berlusconi – Veltroni, mentre il programma della SA ha goduto di scarsa visibilità (a proposito, qualcuno lo conosce?).
Ha inciso anche l’astensionismo, quest’anno alle urne si è recato un 3% in meno. Ma è ridicolo andare a cercare tutti voti persi tra coloro che han preferito non votare o coloro che han subito la propaganda.

Alla fine dei conti, contano i fatti. I fatti dicono che è fuori dalla rappresentativià la sinistra. Probabilmente non è fuori dal Paese, esiste, – polverizzata, allo stato attuale – una cultura di sinistra che è dispersa tra gli insoddisfatti della politica odierna, tra coloro che han smesso di credere e han ceduto al pragmatismo verso altre formazioni politiche, tra coloro che si son stabilmente convertiti ad altro.

Le tensioni internazionali e il pacifismo, la globalizzazione e il movimentismo, ai quali la nuova sinistra avrebbe voluto prestare attenzione, suonano oramai concetti vuoti per chi è preoccupato dal rumeno, dalle tasse alte, dall’euro, eccetera.

E’ la cultura che viene a mancare, l’informazione che si involve in disinformazione, la disinformazione che genera la paura e dove la paura impera, le idee e le belle (?) parole non servono più a nulla, le urne ci han detto anche questo.

Combattere la paura e ricreare cultura, quindi, è l’obiettivo della sinistra se non vuole sparire per sempre.

Ma prima di affrontare le paure dei cittadini, la sinistra affronti la paura di capire cosa vuol essere, perchè probabilmente oggi non lo sa e non si è ancora posta il problema.

Se, infine, questa è la chiusura definitiva di un’era lo dirà solamente il tempo.
Il ’900 intanto è passato e mai come oggi sembra così distante e sepolto nei libri di storia.

Creative Commons License
Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.

 
5 Comments

Pubblicato da su 15 aprile 2008 in Senza categoria

 

Etichette: , , , ,

Prodius interruptus

Tarà tararà tarà…al Senato ad un certo punto credo si ballasse la samba. Sto cercando di rintracciare il nome di quel senatore che dopo la votazione si strafogava come un porcello d’allevamento, assieme ad altri che gozzovigliavano allegramente. Senatori, eh, gente impeccabile che ha un contegno. Non gente che pippa e va a mignotte, e però poi difende il Papa, vota leggi contro le droghe leggere, eccetera.
Alla fine, comunque, come era prevedibile, il Governo è caduto.

Uno degli handicap del centrosinistra (altri handicap sono D’Alema, Rutelli, et similia) è quello di non sapersi vendere (anche se alcuni di loro han venduto una parte del proprio corpo, per la precisione quella che quando ci si siede fa contatto con la sedia) al pubblico, di non saper comunicare e trasmettere un’immagine positiva. Alla fine quel che rimarrà impresso del fu Governo, sarà la litigiosità, sarà Sircana che va a transessuali, saranno le tasse “affamatrici e portatrici di miseria”, sarà l’indulto (votato da 245 senatori, ieri il Governo ne aveva 156, i conti non mi tornano), saranno le leggi “liberticide” (ricordo ancora il tam tam su internet di tanti sfaccendati segaioli brufolosi e rincoglionite glitterate mocciane che inveivano contro la legge che voleva far chiudere i loro cari bloggucci:  aiuto aiuto il governo ci vuole censurare i blog!  ). Perchè è tutta questione di immagine, e Silvio lo sa, anche del suo Governo si ricordano particolari folkloristici e non, ma una piazzata organizzata con un pò di sana demagogia e claque al seguito, un paio di sondaggi diffusi, un pò di questo e quello e passa tutto.
Il centrosinistra, chiuso nelle sue beghe, nei suoi particolarismi, e in particolare quelli del Pd intenti a coccolare la propria creatura, non ha capitalizzato ciò che ha fatto, ha sempre di più trasmesso l’idea di Prodi come un leader solo, che andava a sfracellarsi contro gli scogli mentre tutti gli altri raggiungevano le scialuppe.

E quindi non rimarrà memoria dei conti pubblici risanati (dopo l’eccellente gestione delle casse dello stato da parte di quel mentecatto di Tremonti), della lotta all’evasione fiscale, del taglio dell’Ici e di altre cose, i fatti parlano chiaro. E raccontano che non basta l’antiberlusconismo (anche se sarebbe da verificare quanti dei componenti della maggioranza fossero antiberlusconiani, in particolare due di essi di cui diremo solo – per motivi di privacy - che i loro nomi iniziano per D ed M e finiscono, rispettivamente, con -ini e -astella) per realizzare un surrogato di compromesso storico tra sinistra e moderati centristi.
Gli eventi successivi a questi fatti saranno un noioso clichè di quanto di peggio la politica può offrire, con i soliti attori. Berlusconi sfrutterà ancor di più il sano populismo che lo contraddistingue; la Chiesa intanto si frega le mani, perchè è in momenti di crisi come questa che può espandere i propri domini (già in questi giorni, affondava colpi ben assestati, Bagnasco ad esempio al congresso della Cei denunciava i mali di un Paese in crisi) Montezemolo, che oggi chiedeva una nuova legge elettorale - ma fatta bene mi raccomando! (ok non diceva così, ma il senso era quello, basta controllare le dichiarazioni che ha rilasciato) -, avrà altri da cui andare a batter cassa, eccetera.

E’ lo show, gente, e ora attendiamo con ansia il Silvio episodio III – La vendetta dei Sith.
Forte il lato oscuro è.
 
Leave a comment

Pubblicato da su 25 gennaio 2008 in Senza categoria

 

Etichette: , , , , ,

 
Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.